sabato 23 giugno 2007

l'unico vero errore della Rowling

Un inciso, per tenere alta la suspence.

Fin qui ho dato per scontato che la storia raccontata dalla Rowling sia coerente. Non è un'ingenuità? Anche la Rowling può sbagliare.

Certo che può. A parte i minuti errori di stampa, Harry Potter 4 conteneva un errore importante. Nella prima edizione in lingua inglese, la priori incantatio conteneva un errore. Non mi riferisco al fatto che viene chiamata in inglese priori incantatem: è chiaro che il latino di molti incantesimi è un latino storpiato. Mi riferisco al fatto che il padre e la madre di Harry emergevano nell'ordine in cui sono stati uccisi, anziché in ordine inverso. Nella seconda edizione l'errore è stato corretto.

Ma questi errori non danneggiano la trama. Invece c'è un errore macroscopico, potenzialmente capace di distruggere tutta la trama.

In Harry Potter 3° Hermione usa una macchina del tempo. Dopo la morte di Fierobecco, questa viene usata per tornare indietro nel tempo, in modo da salvare Fierobecco dall'esecuzione.

Si stabilisce così un precedente pericoloso. Se la macchina del tempo viene usata per salvare Fierobecco, come mai a nessuno viene in mente di usarla per salvare Cedric Diggory? Oppure Sirius? Oppure Silente? Non ne sarebbe valsa la pena?

La risposta è che, se si può tornare indietro nel tempo e cambiare il passato, si crea una contraddizione. La stessa cosa è accaduta e non accaduta allo stesso tempo. In tal modo, tutta la coerenza della storia viene meno. Si potrebbero salvare i buoni che sono morti, ma anche la morte di Voldemort alla fine del settimo non sarebbe definitiva. Si potrebbe cominciare un 8° volume con un Mangiamorte che torna indietro qualche ora e salva Voldemort. Sarebbe tutta una presa in giro. Non ci sarebbe più storia, ma solo eventi provvisori che possono essere cambiati a piacimento.

La Rowling se n'è accorta. Come rimediare? Troppo tardi per rifare il Prigioniero di Azkaban. Ormai il danno era fatto. Pentita, la Rowling ha evitato accuratamente di menzionare le macchine del tempo del ministero nei volumi 4° e 5°. A qualcuno non è bastato. Di certo non è bastato alla Rowling. Nel 6° ha dichiarato che tutte le macchine del tempo sono andate distrutte nel combattimento che si svolge alla fine del 5° al ministero della magia.

In questo modo la Rowling ha dimostrato di essersi pentita. Il pentimento si manifesta nel proposito di non ricorrere più alle macchine del tempo. Certo, potremmo dire che, come erano state costruite una volta, potrebbero essere ricostruite. Ma a nessun personaggio viene in mente.

Conclusione: possiamo stare tranquilli che non ci saranno viaggi nel tempo in Harry Potter 7°. La Rowling ci ha fatto capire che non vuole.

5 commenti:

Lucia ha detto...

Ciao palantir, sono qui sul tuo blog, e ti faccio molti complimenti per tutte le teorie che hai elaborato, avendo preso iol link dalla stamberga strillante.
Riguardo all'errore della rowling forse... non esiste. Fierobecco viene salvato ma non avviene nessuna modifica degli eventi. Già prima che esssi tornassero indietro nel tempo era stato salvato, non è mai morto. Ammetto che è una cosa un pò complicata da spiegare perchè la Rowling ha creato un vero e proprio paradosso temporale. Concludo dicendo che se voldemort venisse salvato da un ipotetico mangiamorte venuto dal futuro lo sapremmo subito. nel caso contrario si creerebbero due universi paralleli uno dove voldemort è morto definitivamente e uno dove viene salvato.

Palantir ha detto...

Lucia, ti ringrazio della visita e ancora più di esseri presa la briga di cominciare dall'inizio.
Naturalmente, già nel 3° libro la Rowling aveva trovato un modo di risolvere il paradosso creato dal viaggio nel tempo. I racconti che contengono viaggi nel tempo sono una variante a sé dei racconti di fantasceinza o di fantasy. Di per sé il viaggio nel tempo comporta una contraddizione. L'arte del narratore sta nel risolvere la contraddizione: cioè nel persuadere il lettore che la contraddizione non è reale, ma solo apparente. La Rowling padroneggia l'arte, a tal punto da convince una lettrice attenta come te.
Non so la persuasione si possa ottenere senza inganno: in genere, se si va a cercare bene, una contraddizione la si trova. L'arte consite allora nel nasconderla bene.
Ma qui il problema è un altro. Il problema è che in questi racconti il viaggio nel tempo, con i paradossi che ne conseguono, la fa da padrone, col rischio di schiacciare tutto il resto.
Tu dici che Fierobecco "in realtà" non è mai stato ucciso. Ammettiamo che Harry abbia l'uso di una macchina del tempo. Non la userebbe per "scoprire" che in realtà Sirius non è mai morto, Silente non è mai stato ucciso, e via dicendo?
La Rowling ha visto il pericolo, e ci ha messo una pezza dichiarando distrutte le macchine del tempo. Vuole mettere in chiaro che non potranno più essere usate.
Si tratta di una pezza. Una volta che ci sono state macchine del tempo, potremmo sempre scoprire che ne era avanzata una. Questa potrebbe essere usata per tornare al combattimento nel ministero della magia e prevenire la distruzione delle altre macchine, che così non sarebbero mai state distrutte. Perciò potrebbero essere ricuperate e usate.
Come vedi, sarebbe una storia sui paradossi temporali. Sarebbe un'altra storia.

francesco ha detto...

Eh eh c'è una bella differenza tra creare due universi paralleli e quello che ha detto la Rowling. Nessuno ha visto morire fierobecco, abbiamo sentito solo un colpo d'ascia. harry Ron e Hermione lo credono semplicemente morto. In realtà MacNair pianta semplicemente l'accetta sul ceppo, come se i tre fossero già nel futuro a salvarlo.
Hermione dice a Harry che non possono assolutamente farsi vedere nè cambiare lo svolgersi delle cose. Si torna nel passato e si fanno azioni che in realtà sono già successe. Questo concetto è spiegato con più esempi (e più facilmente) nel film, ma anche nel libro si vede abbastanza... Infatti questo è anche il motivo per cui Harry riesce a evocare il suo patronus: sapeva di averlo già fatto!!! Questo è un po' strano per la Rowling: in pratica ci dice che una persona che dal futuro viene nel presente non può fare scelte, a meno di conseguenze catastrofiche. Per questo motivo non possono fermare Piton che entra nel platano picchiatore o che ne so, andare indietro fino al mattino e avvisare Lupin di prendere la pozione: Lupin deve trasormarsi e Piton deve catturare Black.
Inoltre nel quinto libro (pag. 732) viene rotta una vetrinetta piene di clessidre. La vetrinetta continua a rompersi e a tornare intatta. Questa è la fine delle giratempo.
Comunque anche se ce ne fosse ancora una, Harry ha visto Sirius scomparire nello specchio e Silente morire. Quindi anche se torna indietro nel tempo Sirius continuerà a sparire e Silente a morire.

Palantir ha detto...

Benvenuto, Francesco.
Sei stato bravo a mettere il dito sulla contraddizione.

Ma la Rowling ci distrae con la morte di Fierobecco, che in realtà non abbiamo mai visto. Allora pensiamo: Fierobecco non era mai morto, ero io che mi ero ingannato. Avevo solo sentito il rumore dell'ascia e l'avevo interpretato erronenamente. La testa mozzata di Fierobecco non l'ho mai vista. Quindi non c'è contraddizione.
La contraddizione invece c'è, ma altrove. Harry riesce ad evocare un vero patronus, perché sa di averlo già evocato: lo ha fatto prima di farlo. Con parole di Harry a Hermione: I knew I
could do it this time, said Harry, because I'd already done it....
Does that make sense?
No, rispondo, propriamente non ha senso: è una contraddizione.
Il guaio è che la trama richiede la contraddizione. In tutti i racconti di viaggi nel tempo c'è un momento in cui un personaggio sa che è successa una cosa che non è successa.
La Rowling lo sa benissimo, ovviamente. L'abilità consiste nello sventolare la contraddizione davanti al lettore senza che il lettore si fermi a pensarci. Così fa la Rowling. Subito dopo fa sopraggiungere Piton che interrompe il discorso tra Harry ed Hermione:
"Does that make sense?"
"I don't know -- Harry, look at Snape!"
Così pensiamo che la contraddizione sia superata. Non lo è, né può esserlo.
Se la Rowling insistesse sui viaggi nel tempo, distruggerebbe la trama della serie. Saggiamente, se ne trattiene.
Chissà che, finita la serie, di Harry, non ci regali qualche bel racconto sui paradossi dei viaggi nel tempo. Ha già dimostrato di averne la capacità.
L'unico errore, mi pare, è quello di avere mescolato i generi, introducendo il viaggio nel tempo in una saga la cui trama potrebbe esserne distrutta.

francesco ha detto...

Intanto grazie del benvenuto, che maleducato, neanche mi ero presentato!
Torno all'errore della Rowling.
E' vero che la contraddizione c'è ma è una contraddizione che ci dice: ha senso fare una cosa solo perchè vengo dal futuro e so già di averla fatta? Insomma, come è possibile che Harry faccia un patronus, magia difficilissima anche per un G.U.F.O., se dopo mesi e mesi di allenamento mai gli era venuta? Inoltre non menziona neanche il ricordo felice necessario per evocarlo...
Era semplicemente consapevole di riuscire a farla per forza.
Un po' come se io mesi prima di fare una gara so già di vincerla. Per questo motivo, non mi alleno, non mi impegno, tanto so già di vincere e quando vado alla gara non do nemmeno il massimo, tanto... vincerò!
Questa è una contraddizione ovviamente, ma non nel senso di potersi aprire più strade nello svolgersi degli eventi. Semmai la storia si può complicare in maniera enorme e per questo la Rowling ha eliminato più o meno abilmente le giratempo.
Ad esempio alla fuga di Sirius si poteva rimediare con una giratempo. Una volta scoperta la fuga di Sirius, Un funzionario del ministero si poteva appostare vicino alla stanza dove era tenuto prigioniero andando dietro di un ora. A questo punto avrebbe scoperto come ha fatto a scappare. Allo stesso modo Silente avrebbe potuto stanare il funzionario. E via dicendo.
Purtroppo però la strada che percorre il tempo è una e non ha deviazioni, e nell'unica strada che esso percorre Silente è morto e Sirius scomparso dietro ad uno specchio. Come Harry sa già che il patronus riuscirà a evocarlo, sa già che se tornasse indietro non salverà nessuno dei due.