domenica 27 luglio 2008

apologia pro HP

Penso che sia interessante portare in primo piano una discussione che si è svolta nei commenti.

Un lettore ha citato un articolo di Edoardo Rialti che esprimeva una ferma condanna morale di Harry Potter perché conterrebbe un invito alla pratica della stregoneria.

Rialti aveva scritto sull'Osservatore romano, per contrastare un altro articolo pubblicato nella stessa pagina e firmato da Paolo Gulisano. Come racconta Paolo Gulisano, la linea editoriale dell'Osservatore romano consisteva nel parlare di Harry Potter senza dare l'impressione di esprimere una posizione ufficiale. Preoccupazione in cui leggo il rispetto verso le diverse opinioni che i fedeli cattolici hanno in materia. Avevano invitato Paolo Gulisano a scrivere, ma il suo articolo era tanto favorevole a Harry Potter, che per conservare la neutralità il giornale ha dovuto cercare un autore disposto a esprimere la versione opposta. Hanno trovato Rialti.

Rialti ha scritto un articolo che moltiplica le citazioni del Catechismo della Chiesa cattolica per dimostrare che la stregoneria e la superstizione sono ivi condannate. Poi altri mezzi di comunicazione hanno ripreso la notizia, menzionando il solo Rialti. Titolo: l'Osservatore romano condanna Harry Potter. Sarà questo il giudizio del Papa?

La cosa ha del paradossale: Rialti era stato ospitato dall'Osservatore romano proprio per mettere in chiaro che i due saggi esprimevano soltanto l'opinione dei rispettivi autori, e non il giudizio del Papa. I media avrebbero dovuto riferire di entrambi gli articoli: ne sarebbe emerso un libero dibattito fra cattolici, che esprimevano pareri diversi su un libro recente. Il lettore avrebbe potuto valutare quale delle opinioni espresse appariva meglio informata e meglio ragionata.
Invece l'effetto sui media è stato l'opposto. Quella che poteva apparire una discussione illuminata è sembrata una manifestazione di oscurantismo. Ghiotta occasione per chi cercava di mettere il Papa in cattiva luce.

Se Rialti è cattolico, cosa che afferma e di cui non ho ragione di dubitare, la cosa potrebbe farlo riflettere. Non è forse possibile che il tono usato da Rialti contenesse in sé qualcosa di inappropriato? Penso di non essere meno cattolico di Rialti, ma apprezzo Harry Potter come fanno molti altri cristiani, cattolici e non. Preferirei che Rialti avesse evitato di sciorinare citazioni di condanna della stegoneria tratte del Catechismo. Pensava forse che noi dell'esercito di Silente non sapessimo che la fede cristiana è sempre stata contraria alle pratiche magiche? O voleva forse dare l'impressione che fossimo poco coerenti con la nostra fede? Preferisco pensare che Rialti, trovandosi a scrivere sull'Osservatore romano su un argomento che conosceva poco, abbia ritenuto utile documentarsi sul Catechismo. Salviamo perciò la buona fede dell'articolista. E passiamo a un esame della logica dei suoi argomenti.

Ecco il mio appunto: Rialti confonde la maggiore con la minore di un sillogismo. Chiaro? Non tanto. Permettetemi allora di ricordare la forma più celebre del sillogismo:
premessa 1: Socrate è un uomo
premessa 2: gli uomini sono mortali
conclusione: Socrate è mortale.

La premessa 1 è detta premessa minore, perché contiene un giudizio particolare, valido per l'individuo Socrate. La premessa 2 è detta maggiore, perché contiene un giudizio universale, formulato in modo tale da proporlo come valido per tutti gli uomini.

La tesi di Rialti è che Harry Potter promuove fra i suoi lettori le pratiche magiche. La tesi viene provata con argomenti? No! Per farlo, avrebbe dovuto citare passi di Harry Potter. Invece di provare la premessa minore, l'opinionista rivolge i suoi sforzi a dimostrare la premessa maggiore. All'uopo cita il Catechismo, testo che si può presumere ben acceto fra i lettori del giornale in cui scrive.

La confusione fra le due premesse è un errore logico grave, che inficia tutto il ragionamento. Aristotele avrebbe detto che lo trasforma in sofisma. Per nascondere la debolezze della premessa minore, si apre una discussione sulla premessa maggiore. Sventurato chi lo segue su quel piano.

All'errore di Rialti è correlativo l'errore di quanti fra i suoi critici hanno impugnato la premessa maggiore, difendendo la pratica della magia, oppure contestando il diritto della Chiesa a pronunciarsi in merito. In questo modo si sono messi sullo stesso piano di Rialti, accettando di spostare la discussione sulla moralità della magia. Ma così la discussione può diventare infinita. Che è quello che succede se si confondono premessa maggiore e premessa minore: le discussioni diventano interminabili e prive di costrutto.

2 commenti:

Altri libri ha detto...

ciao, hai visto il nuovo trailer di Harry Potter? io ho visto tutti i film, ma ultimamente mi sono stancato del maghetto, forse perchè con il passare del tempo è normale.
ti farebbe piacere uno scambio link?
ciao

Palantir ha detto...

Grazie dell'offerta, ma purtroppo sto partendo e non faccio in tempo a venirti a trovare.